Il senso di una “Carta Nazionale delle Ludoteche Italiane”
Alla redazione di questa “Carta Nazionale delle Ludoteche italiane” ha lavorato un gruppo di circa trenta persone composto da operatori che, a vari livelli, si occupano da anni del gioco come risorsa educativa e culturale e di cui la ludoteca è l’espressione più coerente nella forma del servizio pubblico.
La necessità di questa riflessione è avvertita da tempo: definire nei suoi tratti essenziali e nelle sue finalità un’istituzione, la ludoteca appunto, che nell’arco di circa trent’anni si è sviluppata in Italia fra iniziative pubbliche e private, senza un profilo condiviso che le permettesse, pur nel rispetto delle diversità, di presentarsi con una identità riconoscibile e, possibilmente, riconosciuta. Ciò che è avvenuto in Francia con l’ALF: Association des Ludoteques Francaises che è, a tutt’oggi, un punto di riferimento in questo campo.
Il lavoro del Tavolo Nazionale Ludoteche è iniziato, formalmente, il 9 giugno 2010, è proseguito poi con un incontro a Bologna a settembre ed ha avuto un successivo momento importante il 24 novembre 2010 nell’ambito del Convegno “Il gioco che verrà”, svoltosi a Carpi (MO) in occasione dei trent’anni della ludoteca comunale. Dopo un ulteriore incontro a gennaio il lavoro sulla Carta Nazionale delle Ludoteche Italiane si è chiuso a Firenze, presso l’Istituto degli Innocenti, l’11 febbraio 2011. Un viaggio in 6 tappe, considerando anche quella di Modena, dove, il 26 marzo 2011, la Carta è stata sottoscritta e ha avuto la sua prima presentazione ufficiale e pubblica nell’ambito della manifestazione “PLAY - Festival del Gioco”.
Il nostro è stato un “tavolo di lavoro” fra pari, senza leader o direzione, a voler significare la pluralità delle voci e la loro pari dignità a fronte di un obiettivo da tutti ugualmente sentito e condiviso.
In questi trent’anni le ludoteche si sono diffuse in Italia con l’impegno di enti locali, associazioni e privato sociale, a significare che sempre più il gioco e la cultura ludica rappresentano un indicatore importante dell’educazione, a livello familiare, scolastico, del tempo libero. Autentici “presidi territoriali” del gioco, le ludoteche non hanno però ancora conquistato quella identità che meritano sul piano delle politiche educative e culturali. Il termine stesso “ludoteca” viene spesso usato per iniziative private o commerciali che poco o nulla hanno a che fare col significato autentico di un servizio che, è bene ricordarlo, nella sua dizione inglese si chiama “Toy Library” cioè biblioteca del gioco e dei giocattoli. Sempre di più, le ludoteche e le biblioteche per l’infanzia collaborano e in molti casi crescono insieme, perché libri e giochi sono forme di “vita culturale” che si sviluppano bene, in un ambiente abitato dai bambini e coltivato dagli adulti.
La “Carta Nazionale delle Ludoteche italiane: linee guida per la qualità del servizio di ludoteca” è il primo documento condiviso realizzato in Italia che definisce finalità, caratteristiche, indicatori di qualità della ludoteca come servizio pubblico per il gioco.